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Appalti e trasformazione digitale

La distanza tra norma e realtà: cosa serve davvero agli Enti locali - Ne ha parlato Marco Galetti al Il Sole 24 Ore

A oltre un anno dall’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023, il nuovo Codice degli Appalti, il percorso verso la digitalizzazione dei contratti pubblici mostra ancora forti disomogeneità sul territorio e un recepimento solo parziale delle disposizioni previste. La normativa ha introdotto un cambiamento strutturale, imponendo la gestione digitale dell’intero ciclo di vita dei contratti. Un cambiamento che, tuttavia, fatica a tradursi in prassi operative consolidate, a causa di ostacoli che coinvolgono tanto gli aspetti tecnici quanto quelli organizzativi.

Le stazioni appaltanti segnalano difficoltà ricorrenti nella compilazione delle schede ANAC e nella corretta interoperabilità con sistemi come BDAP e SIMOG, evidenziando la distanza ancora presente tra gli obblighi normativi e la loro concreta attuazione. In questo scenario, diventa fondamentale dotarsi di strumenti in grado di colmare il divario tra norma e realtà. Una Piattaforma di Approvvigionamento Digitale (PAD) certificata può rappresentare una leva strategica per abilitare una gestione più efficiente, trasparente e conforme dei processi di gara.

Ne ha parlato Marco Galetti, Responsabile Area Appalti e Contratti di Deda Next, in un’intervista al Sole 24 Ore, approfondendo il tema della digitalizzazione negli appalti pubblici e il ruolo che le tecnologie possono giocare nel sostenere questa transizione.