Digitalizzazione del patrimonio archivistico
Valorizzazione archivio storico
Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato nasce con l’obiettivo di rendere il teatro accessibile a un pubblico ampio, portando avanti la tradizione della “Scena Sacra” nel territorio di San Miniato.
Attraverso le proprie attività, la Fondazione affronta tematiche complesse legate alla fede e alla coscienza sociale, valorizzando in particolare il contesto del teatro di Piazza Duomo. L’ente promuove iniziative culturali articolate, tra cui spettacoli, convegni e seminari, configurandosi come un punto di riferimento per la diffusione della cultura, della riflessione sociale e del dialogo tra arte e spiritualità a livello locale.
Lo scenario
Il patrimonio archivistico della Fondazione presenta un’elevata rilevanza storica e culturale ed è caratterizzato da una significativa eterogeneità di materiali, tra cui carteggi, manifesti, fotografie e bozzetti di scena, oltre che da una crescita continua a partire dal 1947 fino ai giorni nostri. Tuttavia, il modello di gestione tradizionale, basato sull’accesso fisico e sulla consultazione in presenza, risultava difficilmente scalabile nel tempo e comportava rischi di deterioramento per i documenti originali.
Grazie Bando TOCC – Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi 2023 (Fondi PNRR Next Generation EU), la Fondazione ha avviato un’importante campagna di digitalizzazione, con l’obiettivo non solo di preservare il patrimonio, ma anche di ampliarne l’accessibilità, introducendo nuove modalità di fruizione e coinvolgendo pubblici più ampi e diversificati.
In questo contesto, la Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato ha espresso l’esigenza di valorizzare il proprio Archivio storico, custode di materiali unici legati alla Festa del Teatro, evento centrale nella vita e nell’identità dell’ente.
La Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato ha espresso l’esigenza di valorizzare il proprio Archivio storico.
La soluzione
Per rispondere a queste esigenze, il team Deda, con il contributo congiunto di ETT e Deda Next, ha progettato e realizzato una soluzione end-to-end in grado di coprire l’intera filiera di gestione e valorizzazione del patrimonio, dalla digitalizzazione alla fruizione finale. Il progetto ha previsto l’erogazione di un servizio integrato di digitalizzazione professionale per beni culturali, basato su tecnologie avanzate e competenze archivistiche specialistiche.
In una prima fase sono stati acquisiti e metadatati circa 20.000 copioni teatrali (1951–anni 2000), oltre 6.000 documenti di rassegna stampa (1947–2002) e circa 6.000 immagini fotografiche ad altissima risoluzione (1951–2000), che documentano i momenti più significativi della manifestazione. I materiali digitalizzati sono stati successivamente organizzati e resi accessibili all’interno di una teca digitale fruibile via web, realizzata attraverso l’applicativo metaFAD, sistema catalografico e di gestione degli asset digitali sviluppato in collaborazione con gli Istituti Centrali del Ministero della Cultura e ampiamente diffuso nel panorama nazionale.
Il sistema informativo adottato si basa su standard di descrizione scientifica e interoperabilità propri del settore dei beni culturali, consentendo il dialogo con le principali piattaforme nazionali. È inoltre predisposto per la condivisione delle immagini secondo il protocollo internazionale IIIF e per l’estensione della catalogazione e pubblicazione ad ulteriori tipologie di materiali, come collezioni librarie, opere d’arte, disegni e stampe.
In questo contesto, il portale ha consentito al pubblico e alla comunità scientifica di accedere in modo semplice e intuitivo alle risorse dell’Archivio, arricchendo l’esperienza di consultazione attraverso percorsi tematici, contenuti narrativi e podcast dedicati alle opere e alle rappresentazioni che raccontano oltre ottant’anni di storia del Dramma Sacro di San Miniato. La teca digitale si configura così come un ecosistema integrato ed espandibile, in grado di supportare l’intero ciclo di vita del patrimonio documentale e artistico, dall’acquisizione alla conservazione a lungo termine, dalla catalogazione alla valorizzazione, ed è progettata per evolvere nel tempo, accogliendo nuove modalità di fruizione digitale.
I materiali digitalizzati sono stati successivamente organizzati e resi accessibili all’interno di una teca digitale fruibile via web, realizzata attraverso l’applicativo metaFAD
Il risultato
Il progetto ha generato benefici significativi su più livelli. Dal punto di vista della governance, ha rafforzato il controllo, la tracciabilità e la trasparenza dei processi, ponendo le basi per una gestione più strutturata, standardizzata e scalabile nel tempo.
A livello operativo, la digitalizzazione ha consentito un’ottimizzazione rilevante dei tempi di ricerca e consultazione, incrementando al contempo l’accuratezza e la sicurezza nella gestione del patrimonio archivistico.
Infine, sul piano della valorizzazione, l’iniziativa ha ampliato in modo sostanziale le modalità di accesso e interazione con il patrimonio della Fondazione, rendendolo fruibile a un pubblico più ampio e diversificato, tra cui appassionati, studiosi e specialisti, e contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione del suo valore storico e culturale.
