Il MACSE sta cambiando il sistema energetico italiano. Ne parla Luigi Poderico su ESG360 - Network360.
Fin dai tempi delle centrali nucleari, l’Italia ha considerato gli impianti idroelettrici di pompaggio come la principale forma di accumulo dell’energia elettrica. Oggi, però, questi impianti non sono più sufficienti: la transizione energetica, insieme alla crescita delle fonti rinnovabili e alla crescente domanda di flessibilità, richiede una nuova generazione di sistemi di accumulo, capaci di operare su scale e dinamiche completamente diverse.
In questo contesto, i sistemi BESS – Battery Energy Storage System, grandi batterie in grado di assorbire e rilasciare energia in tempi rapidi, diventano un’infrastruttura indispensabile. Questi sistemi contribuiscono in modo significativo alla stabilità e alla flessibilità del sistema elettrico, ma presentano anche sfide importanti dal punto di vista industriale: la durata dei cicli di carica e scarica e il naturale degrado delle capacità di accumulo nel tempo influiscono sia sulla redditività dell’investimento sia sulla capacità effettiva di supportare la sicurezza della rete.
Per queste ragioni, l’accumulo non può più essere considerato una funzione opzionale, ma un elemento strutturale della transizione energetica. Per favorire lo sviluppo di queste risorse, Terna ha introdotto il MACSE – Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico, un’iniziativa pensata per incentivare l’implementazione di sistemi di accumulo efficienti e affidabili.
Il nostro Luigi Poderico, Account Manager Energy & Utilities, ha approfondito queste tematiche in un’intervista con ESG360, analizzando il ruolo del MACSE nel trasformare il sistema energetico italiano e le opportunità che ne derivano per operatori e investitori.
