Il futuro dei dati sanitari nell’era dell’AI. Ne parla la nostra Elisa Ervas su Blog Punto.
Negli ultimi anni la crescita dei big data ha portato con sé una disponibilità sempre maggiore di informazioni, ma anche una crescente complessità: dati eterogenei, semantiche non allineate e sistemi difficili da integrare. E il valore del dato rischia di ridursi rapidamente se non si è in grado di trasformarlo in tempi brevi in informazioni affidabili e utilizzabili.
In sanità questo tema è ancora più rilevante: processi articolati, domanda crescente, vincoli stringenti e sistemi informativi costruiti e stratificati nel corso del tempo rendono la gestione del dato una sfida complessa. La vera necessità, quindi, non è avere semplicemente più dati, ma better data: dati di qualità, affidabili e disponibili quando servono.
Perché senza fiducia e tempestività, anche l’AI, e in particolare la GenAI, rischia di aggiungere complessità invece di semplificare processi e decisioni. l’AI non rappresenta il punto di partenza, ma il risultato di un percorso in cui il dato evolve, diventando prodotto, servizio e patrimonio condiviso.
Su questi temi riflette Elisa Ervas, Head Of Clinical Data Governance, approfondendo il rapporto tra better data, AI e valore del dato nel settore sanitario.
