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8°edizione: Indagine sulla maturità dei Comuni capoluogo

COMUNI CAPOLUOGO, BOOM DELLA MATURITÀ DIGITALE GRAZIE AL PNRR

Presentata a FORUM PA 2026 la ottava edizione dell’Indagine sulla maturità digitale dei comuni capoluogo realizzata da FPA per noi

Nel 2026 72 Comuni capoluogo raggiungono un buon livello di maturità digitale rispetto agli obiettivi prefissati dal PNRR

Roma, 10 giugno 2026 – Grazie al completamento dei progetti di innovazione finanziati dal PNRR migliora notevolmente la maturità digitale dei Comuni italiani e aumenta l’omogeneità della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Oggi ben 72 Comuni capoluogo (su 110 monitorati1) registrano un buon livello di maturità digitale, rispetto ai 50 dello scorso anno, mentre altri 25 Comuni si collocano nelle fasce medio-alta e 13 in quella medio-bassa. È quanto emerge dalla ottava edizione dell’Indagine sulla

È quanto emerge dalla ottava edizione dell’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo realizzata da FPA, società del gruppo DIGITAL360, per Deda Next, presentata oggi a FORUM PA 2026. La ricerca di FPA ha analizzato lo stato di avanzamento delle amministrazioni comunali italiane negli obiettivi di digitalizzazione individuati dal PNRR, secondo il modello Ca.Re. (Cambiamento Realizzato) di Deda Next. Un benchmark che classifica le amministrazioni comunali in base al posizionamento di ciascuna delle 110 città monitorate rispetto ad alcune delle principali dimensioni della digitalizzazione della PA italiana oggetto delle diverse misure di PA Digitale 2026: offerta di servizi online (indice Digital Public Service), integrazione con le principali piattaforme nazionali (indice Digital PA), open data e interoperabilità (indice Digital Data Gov) che comprende anche misurazioni sull’adozione della PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati). L’indice Ca.Re. rappresenta uno strumento operativo per misurare i risultati raggiunti dalle amministrazioni comunali nel loro percorso di innovazione, confrontarsi con altre realtà simili e comprendere su quali ambiti intervenire per migliorare il proprio livello di digitalizzazione.

A poche settimane dalla chiusura ufficiale del Piano, la rilevazione di quest’anno, avviata a partire dalla data successiva alla scadenza prevista per il completamento dei progetti a lump sum di PA Digitale 2026 (31 marzo), restituisce la fotografia della profonda trasformazione in chiave digitale delle amministrazioni comunali sostenuta dal PNRR nell’ultimo triennio. Salgono a 72 i Comuni capoluogo con un buon livello di maturità digitale complessivo: nel 2026 sono Alessandria, Ancona, Andria, Arezzo, Asti, Bari, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Campobasso, Caserta, Cesena, Cosenza, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Firenze, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, L’Aquila, Latina, Lecco, Livorno, Lodi, Massa, Matera, Messina, Milano, Modena, Monza, Napoli, Nuoro, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Rovigo, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Verona e Vicenza.

Questo miglioramento complessivo si traduce anche in un’ulteriore riduzione dei divari territoriali. Infatti, tra le città con un buon livello di maturità ci sono 11 piccole città (meno di 50mila abitanti), contro le 8 del 2025 e le 3 del 2024, nonché 24 realtà medio-piccole (tra 50mila e 100mila abitanti), contro le 14 del 2025 e le 9 del 2024. Inoltre, tra le 72 città nella fascia più alta ci sono ben 17 città del Mezzogiorno, rispetto alle 11 del 2025 e le 3 del 2024.

“I risultati dell’Indice Ca.Re. 2026 certificano un traguardo storico: la digitalizzazione di base dei Comuni italiani è sostanzialmente compiuta. Un risultato che non era scontato e che testimonia come investimenti mirati e una visione strategica condivisa possano davvero trasformare il modo in cui le istituzioni servono i cittadini” sottolinea Fabio Meloni, CEO di Deda Next. “Ora si apre una stagione nuova, più complessa e più decisiva. La vera partita si gioca sull’interoperabilità. Non come adempimento tecnico, ma come cambio di paradigma nel modo di concepire il dato pubblico. Connettere in modo intelligente le informazioni che i Comuni producono e ricevono ogni giorno significa generare un impatto positivo sulla vita delle persone, significa costruire una PA capace di anticipare i bisogni dei cittadini, non solo di rispondervi. In ambito welfare, mobilità, educazione, l’enorme patrimonio di e-services oggi disponibile sulla PDND resta ancora largamente sottoutilizzato, non per mancanza di strumenti, ma per l’assenza di una piena cultura dell’ecosistema e della collaborazione tra enti, territori e piattaforme. È qui che si misura la maturità digitale reale di un ente. Non nella quantità di servizi pubblicati, ma nella capacità di adottare la tecnologia necessaria che risponde a bisogni concreti e genera valore pubblico duraturo. La sfida del post-PNRR sarà proprio questa: passare dalla logica del progetto alla logica dell’ecosistema, dalla digitalizzazione dei singoli servizi alla costruzione di relazioni intelligenti tra amministrazioni È questo il percorso in cui siamo impegnati ogni giorno, insieme agli enti per accompagnare una trasformazione strutturale che continui a generare valore anche oltre la stagione straordinaria del PNRR”.

PNRR E SANITÀ DIGITALE

Partire dall'integrazione efficace di dati e piattaforme

Il nostro approccio per la digitalizzazione della sanità e le esperienze di cambiamento realizzato di APSS Trento, ASL CN2 Alba Bra e Regione Puglia